Esplorare il diabete di tipo 2 da un punto di vista epatico: cosa rivela il tuo fegato 

da | Ago 29, 2025

La Crisi Sanitaria in Crescita

L’aumento globale dell’obesità sta alimentando una crisi sanitaria silenziosa ma grave: la steatopatite epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD, Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease)¹. Questa condizione, che colpisce oltre il 30% della popolazione mondiale, si prevede supererà il 50% entro il 2040². Tra le persone con obesità, i numeri sono ancora più allarmanti: oltre il 70% ne è affetto e, nei casi di obesità grave (morbosa), si arriva fino al 90%³. 

La MASLD non colpisce solo il fegato; aumenta anche il rischio di malattie cardiovascolari, problemi renali e persino alcuni tipi di cancro. Molte persone con MASLD soffrono anche di diabete, colesterolo alto e altri disturbi metabolici⁴. La malattia inizia con l’accumulo di grasso nel fegato (steatosi) e, in alcuni casi, può evolvere in una forma più grave chiamata steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), che può portare a fibrosi epatica, cirrosi o persino cancro al fegato⁵. 

La Necessità di Strumenti Diagnostici Migliori

Individuare precocemente la MASLD è fondamentale per prevenire complicazioni gravi. Attualmente, il metodo più preciso per diagnosticarla è la biopsia epatica, una procedura invasiva e talvolta dolorosa. Per questo motivo, i ricercatori stanno cercando modalità non invasive per rilevare e monitorare la malattia, come esami del sangue e tecniche di imaging (ecografia e risonanza magnetica). Sebbene utili, questi metodi non sono sempre accurati, spingendo la ricerca verso alternative più efficaci. 

Studi recenti si sono concentrati sull’identificazione di proteine specifiche nel sangue che potrebbero fungere da segnali precoci della MASLD e della MASH. Gli scienziati utilizzano tecniche avanzate di proteomica—come le piattaforme Olink®⁶ e SomaScan®⁷—per analizzare i campioni ematici alla ricerca di potenziali biomarcatori. Tuttavia, questi risultati non sono ancora stati ampiamente adottati nella pratica clinica. 

Il nostro studio: identificazione di biomarcatori chiave per le malattie epatiche e il diabete

Il nostro studio ha analizzato il sangue di 90 individui affetti da obesità grave, sottoposti a chirurgia bariatrica. Li abbiamo suddivisi in due gruppi: pazienti con MASH (40 soggetti) e pazienti senza MASH (50 soggetti). Abbiamo esaminato i campioni di sangue per identificare proteine specifiche associate alle malattie epatiche e abbiamo esplorato come queste proteine possano essere correlate anche al diabete.

Risultati principali

FGF-21: Un biomarcatore promettente per le malattie del fegato

  • Una proteina, il fattore di crescita dei fibroblasti 21 (FGF-21), si è distinta come la più significativamente aumentata nelle persone con MASH (steatoepatite metabolica associata). 
  • Questa proteina svolge un ruolo cruciale nella regolazione del metabolismo, nella riduzione dell’accumulo di grasso e nel miglioramento della sensibilità all’insulina. 
  • Livelli elevati di FGF-21 nel sangue erano correlati ai danni epatici osservati nelle biopsie, rendendola un forte candidato come strumento diagnostico non invasivo.

Diabete e marcatori di infiammazione

  • Analizzando i campioni di sangue in base alla presenza o assenza di diabete di tipo 2 (T2DM), abbiamo trovato che sette proteine mostravano differenze significative. 
  • Il recettore 1 per l’interleuchina-18 (IL-18R1), una proteina legata all’infiammazione, era fortemente associato ad alti livelli di zucchero nel sangue (emoglobina glicata), un marcatore chiave della progressione del diabete.

Perché questi risultati sono importanti

La nostra ricerca è in linea con studi precedenti che evidenziano il FGF-21 come potenziale biomarcatore per la diagnosi e il monitoraggio della MASLD e della MASH. Infatti, nuovi farmaci che imitano il FGF-21 — come efruxifermin e pegbelfermin — sono attualmente in fase di studio come trattamenti per le malattie del fegato. Allo stesso modo, l’IL-18R1 potrebbe avere un ruolo chiave nella gestione del diabete, in particolare nel controllo della glicemia e nella prevenzione di complicanze come la malattia renale. 

Il futuro della diagnosi e del trattamento

Nonostante i progressi nella ricerca, i metodi diagnostici attuali per le malattie del fegato non sono ancora ampiamente utilizzati nella pratica medica di routine. Il nostro studio sottolinea la necessità di integrare la proteomica (l’analisi delle proteine nel sangue) negli ambienti clinici per sviluppare test più affidabili e non invasivi. Il passo successivo sarebbe convalidare questi risultati su gruppi più ampi di pazienti e incorporarli nei modelli diagnostici sia per la MASLD sia per il diabete. 

Conclusione

Obesità, malattie del fegato e diabete sono strettamente interconnessi, e la diagnosi precoce è fondamentale per prevenire gravi complicazioni per la salute. Il nostro studio dimostra che FGF-21 e IL-18R1 potrebbero fungere da biomarcatori preziosi per queste condizioni, aprendo la strada a strumenti diagnostici migliori e non invasivi. Con il proseguimento della ricerca, speriamo che questi risultati contribuiscano a screening più efficaci, a trattamenti più precoci e a un miglioramento degli esiti per i pazienti. 

Melissa Milito, Milos Mihajlovic, Claudio Tiribelli, Natalia Rosso, Pablo J. Giraudi
Fondazione Italiana Fegato ONLUS- Area Science Park Basovizza SS 14 Km 163,5 34149 Trieste Italy
pablo.giraudi@fegato.it , natalia.rosso@fegato.it  

References

  1. Polyzos, S. A., Kountouras, J. & Mantzoros, C. S. Obesity and nonalcoholic fatty liver disease: From pathophysiology to therapeutics. Metabolism 92, 82–97 (2019).
  2. Pálsson, T. G. et al. Targeting the GLP-2 receptor in the management of obesity. Peptides 177, 171210 (2024).
  3. Fazel, Y., Koenig, A. B., Sayiner, M., Goodman, Z. D. & Younossi, Z. M. Epidemiology and natural history of non-alcoholic fatty liver disease. Metabolism 65, 1017–1025 (2016).
  4. Kalligeros, M., Henry, L. & Younossi, Z. M. Metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease and its link to cancer. Metabolism 160, 156004 (2024).
  5. Rao, G. et al. Unmasking the enigma of lipid metabolism in metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease: from mechanism to the clinic. Front Med (Lausanne) 10, 1294267 (2023).
  6. Wik, L. et al. Proximity Extension Assay in Combination with Next-Generation Sequencing for High-throughput Proteome-wide Analysis. Mol Cell Proteomics 20, 100168 (2021).
  7. Gold, L. et al. Aptamer-based multiplexed proteomic technology for biomarker discovery. PLoS One 5, e15004 (2010).
  8. Shen, J. et al. Non-invasive diagnosis of non-alcoholic steatohepatitis by combined serum biomarkers. J. Hepatol. 56, 1363–1370 (2012).
  9. Mraz, M. et al. Serum concentrations and tissue expression of a novel endocrine regulator fibroblast growth factor-21 in patients with type 2 diabetes and obesity. Clin Endocrinol (Oxf) 71, 369–375 (2009).
Redazione Spindox
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